1. 1000 passi in meno rispetto ad un decennio fa
Iwata:
Innanzitutto la ringrazio molto per essere venuto qui a Kyoto oggi.
Miyachi:
Non c'è di che!
Iwata:
È mio dovere puntualizzare che il Dott. Miyachi dell'Istituto nazionale di salute e nutrizione giapponese1 è stato così disponibile da farci da consulente per Wii Fit Plus.
| 1 | L'Istituto nazionale di salute e nutrizione è stato costituito dal Ministero dell'Interno giapponese nel 1920. È un ente pubblico incaricato di migliorare gli standard della pubblica sanità, svolgendo ricerche e sondaggi riguardanti la salute della popolazione giapponese, il suo regime alimentare e il livello dell'alimentazione in generale. |
Miyachi:
Sì, ho partecipato all'ultima parte dello sviluppo del software, in cui abbiamo effettivamente utilizzato Wii Fit Plus per misurare l'intensità d'esercizio2 di ciascun allenamento, in modo da consentire all'utente di sapere quante calorie vengono bruciate. Inoltre abbiamo dato svariati consigli su come combinare i diversi allenamenti.
| 2 | Si riferisce al rapporto del battito cardiaco calcolato durante o immediatamente dopo l'allenamento rispetto al battito massimo ed è espressa con un valore numerico che l'utente può usare per misurare le proprie capacità fisiche. |
Iwata:
Le chiederò di parlarci dettagliatamente di questo nel corso dell'intervista, se me lo permette. Per iniziare posso chiederle che tipo di ricerche ha svolto finora e come è giunto alle sue attuali ricerche?
Miyachi:
Allora... Mi sono laureato all'Istituto nazionale di fitness e sport di Kanoya3, l'unica università nazionale specializzata in educazione fisica. Fin dalla scuola superiore avrei voluto diventare un insegnante di educazione fisica, così ho fatto domanda all'università citata, che era stata fondata in quello stesso anno.
| 3 | L'Istituto nazionale di fitness e sport di Kanoya, nella Prefettura di Kagoshima in Giappone, è un'università nazionale specializzata in educazione fisica fondata nel 1981. |
Iwata:
Quindi c'erano solo studenti del primo anno, giusto?
Miyachi:
Esatto, per questo i docenti erano incredibilmente motivati ed il livello d'istruzione offertoci era davvero eccellente.
Iwata:
Quindi, se da un lato è stata una gran fortuna per lei ricevere un livello d'istruzione così elevato, dall'altro questo fatto la avrà probabilmente indirizzata verso una direzione diversa dal suo sogno iniziale di diventare un insegnante di educazione fisica! (ride)
Miyachi:
Sì, esattamente! (ride) Alla fine non vedevo altra strada se non quella di dedicarmi allo studio e alla ricerca. Originariamente ero un giocatore di rugby e, quando mi sono trovato a conciliare la mia attività di ricerca con il rugby, ho capito quanto fosse interessante fare ricerca sull'esercizio fisico.

Iwata:
Per curiosità, quando giocava a rugby, in che misura il suo livello di allenamento (ed il mondo dello sport in generale) aveva una natura scientifica e in che misura era invece un allenamento psicologico?
Miyachi:
Cosa intende precisamente? (ride)
Iwata:
Beh, quando ero alla scuola superiore, c'è stato un periodo in cui ero membro attivo di una squadra di pallavolo. A quel tempo le squadre puntavano prevalentemente a dimostrare tenacia e determinazione.
Miyachi:
Intende dire ad esempio che non si poteva bere acqua durante l'allenamento?
Iwata:
Esatto, era proprio così! (ride)
Miyachi:
Sì, una volta le cose stavano così. Ma poi le discipline scientifiche sportive diventarono parte integrante delle squadre, verso gli anni Ottanta, proprio quando stavamo per iniziare l'università.
Iwata:
Capisco.
Miyachi:
Credo che sia stato un fattore positivo per me. Dopo essere entrato all'università, ebbi la possibilità di scoprire l'allenamento basato sulla ricerca scientifica, così potei notare in che misura gli esercizi che praticavo avevano basi scientifiche e teoriche. Poi, accumulando maggior esperienza di questo tipo, ho proseguito con un master, così iniziai a studiare i cambiamenti che subisce il corpo umano durante l'allenamento fisico. Al termine del master, frequentai l'Università di medicina e sanità4 di Kawasaki nella Prefettura di Okayama. In origine si chiamava Università di medicina di Kawasaki e si occupava esclusivamente di medicina, ma era appena stata creata la facoltà per la salute e l'educazione fisica, così mi ritrovai nuovamente a frequentare il primissimo anno di vita dei corsi…
| 4 | L'Università di medicina e sanità di Kawasaki, fondata nel 1991, è un istituto privato che si occupa di salute, sanità ed assistenza sociale a Kurashiki nella Prefettura di Okayama, Giappone. |
Iwata:
Pare proprio che sia un'abitudine per lei... (ride)
Miyachi:
Infatti! (ride) Ma a questo punto avevo già iniziato ad insegnare...
Iwata:
E quanti anni ha trascorso in quell'università?
Miyachi:
Ci sono stato 14 anni durante i quali svolgevo la mia attività di ricerca e lavoravo per ottenere una cattedra. Poi, sei anni fa, ho iniziato a lavorare per l'Istituto nazionale giapponese di salute e nutrizione a Tokyo.
Iwata:
Può spiegarci brevemente che tipo di organizzazione è l'Istituto nazionale giapponese di salute e nutrizione?
Miyachi:
È un istituto di ricerca che dipende dal Ministero della sanità, del lavoro e dello stato sociale. Svolge ricerca per migliorare la salute generale della nazione, stabilendo quali regimi alimentari e che tipo di esercizio fisico dovrebbe seguire la popolazione.
Iwata:
E, in particolare, qual è l'obiettivo del suo lavoro?
Miyachi:
All'Istituto di salute e nutrizione sono a capo dei progetti del team incaricato di stabilire le direttive riguardanti l'allenamento. Il mio obiettivo consiste dunque nel "creare le direttive per l'esercizio fisico necessario a migliorare la salute della popolazione". Ovviamente, non è che per raggiungere questo scopo posso fare ricerche indipendenti, ma devo raccogliere ricerche da tutto il mondo, analizzarle e trasformarle in un prodotto che sia utile per tutti...
Iwata:
Quindi il suo compito è quello di raccogliere relazioni e ricerche da tutto il mondo, svolgendo al contempo ricerche personali, per elaborare infine linee guida per l'allenamento fisico da poter consigliare a chiunque in Giappone.

Miyachi:
Esatto. Tuttavia, poiché queste direttive sono una sorta di massimo comune denominatore, non potranno mai essere adatte proprio a tutti.
Iwata:
Ma con l'elaborazione di queste direttive, è certamente possibile contribuire positivamente al livello di salute generale della nazione.
Miyachi:
Sì, precisamente.
Iwata:
Detto questo, malgrado ogni adulto in Giappone sappia che dovrebbe fare esercizio fisico, talvolta capita che non lo faccia! (ride)
Miyachi:
Sì, a volte pare che la gente non ce la faccia! (ride)
Iwata:
Per curiosità, qual è la percentuale di giapponesi che praticano attività fisica regolarmente?
Miyachi:
Beh, è difficile definire esattamente cosa significhi regolarità, ma una definizione può essere fare esercizio almeno un'ora la settimana, ossia circa mezz'ora due volte la settimana. Pertanto, con attività fisica regolare si può intendere fare un esercizio che consenta di sviluppare una leggera sudorazione per i tempi indicati.
Iwata:
Ah, allora sono a posto! Che sollievo... (ride)
Miyachi:
(ride) Ciò implica che il 35-40% circa della popolazione si allena regolarmente. E significa anche che il 60-70% della popolazione giapponese non svolge attività fisica regolare.
Iwata:
Capisco.
Miyachi:
Tuttavia, c’è un altro modo per misurare l'allenamento e consiste nel considerare il numero di passi compiuti ogni giorno. In pratica, questo criterio valuta se una persona compie almeno 10.000 passi al giorno.
Iwata:
Si sente spesso parlare di "10.000 passi al giorno".
Miyachi:
Esatto. Chi compie 10.000 passi al giorno può essere definita persona attiva. Ma in tal caso la percentuale di popolazione attiva non raggiungerebbe neanche il 20%.
Iwata:
Chiunque svolga un lavoro in cui deve camminare parecchio è in grado di raggiungere agevolmente i 10.000 passi giornalieri, ma per chi fa il pendolare e svolge un'attività sedentaria, è assolutamente impossibile camminare così tanto senza farlo di proposito.
Miyachi:
Esatto. Abbiamo studiato la media dei passi giornalieri compiuti attualmente dalla popolazione giapponese. Abbiamo scoperto che gli uomini compiono poco più di 7000 passi al giorno, mentre le donne poco più di 6000. Non si avvicinano neanche lontanamente all'obiettivo di 10.000 passi al giorno. Ciò significa che i giapponesi conducono una vita sempre più sedentaria.

Iwata:
In generale, secondo lei, la società sta subendo questa trasformazione perché oggi la vita è diventata molto più comoda rispetto al passato?
Miyachi:
Sì, certo e direi che il punto di svolta è avvenuto una decina di anni fa. In passato gli uomini compivano mediamente 8000 passi al giorno, mentre le donne circa 7000, in totale ben 1000 passi in più rispetto ad oggi.
Iwata:
Veramente?
Miyachi:
Queste cifre hanno cominciato a scendere a picco una decina di anni fa e da allora il numero medio di passi al giorno è calato sempre di più, anno dopo anno. Tuttavia va anche detto che è andato via via aumentando il numero di persone che decidono di trascorrere il loro tempo libero in palestra, giocando a tennis o facendo regolare attività fisica, incluso l'utilizzo di Wii Fit. Invece, l'esercizio derivante dal movimento dovuto alla normale vita quotidiana ha continuato a diminuire.
Iwata:
Secondo lei, è perché oggi la routine quotidiana è diventata più comoda e la gente ha modificato il proprio stile di vita?
Miyachi:
Una delle ragioni principali è il continuo sviluppo dell'informatica.
Iwata:
Allude a tutti coloro che stanno seduti davanti ad un computer tutto il giorno…
Miyachi:
Adesso su Internet si può acquistare di tutto senza neanche doversi recare in un negozio. Inoltre, sono state soppresse molte linee di autobus e treni non più redditizie, così andando fuori città ci sono molte più automobili private, il che favorisce lo sviluppo di una mobilità della società sul modello americano. Ma forse il fattore più visibile preso isolatamente è che è aumentato tantissimo il numero di persone che non lavorano più di sabato!
Iwata:
Il fattore isolato più visibile è che poca gente lavora di sabato? Mi sorprende...
Miyachi:
Nonostante i vantaggi per i lavoratori, quando eravamo più giovani era normale lavorare il sabato fino alle 13.00. Lo chiamavamo semifestivo. Ora non esiste più.
Iwata:
Adesso anche molte scuole sono chiuse il sabato.
Miyachi:
Esatto. Di conseguenza questi tre fattori combinati hanno avuto ripercussioni sempre più accentuate negli ultimi dieci anni, portando all'attuale situazione.
Iwata:
Capisco. Se questo stato di cose persiste, ci sarà un rischio sempre più elevato di malattie legate allo stile di vita...
Miyachi:
Sì, soprattutto l'obesità.
Iwata:
Quindi, lei ha il sentore che lo stato di salute della popolazione sia già in crisi?
Miyachi:
Sì, ho la netta sensazione che siamo proprio nel bel mezzo di una crisi. Pertanto l'obiettivo del mio lavoro non è soltanto quello di formulare direttive per l'attività fisica, ma anche di dedicare la mia vita a stimolare i giapponesi a fare più movimento.
Iwata:
Dunque questa è la missione della sua vita.
Miyachi:
Sì, è così. O per lo meno è il mio obiettivo principale fino all'età della pensione.
2. Un software d’interesse per gli esperti
Iwata:
Ci può parlare della ricerca da lei svolta dall'inizio della sua carriera all'Istituto nazionale di salute e nutrizione fino al progetto di Wii Fit?
Miyachi:
Ho studiato gli effetti dell'esercizio e dell'attività fisica su vari fattori di rischio per disturbi cardiaci, in particolare cardiopatie e infarti.
Iwata:
Capisco.
Miyachi:
Mi sono concentrato in particolare sull'arteriosclerosi, ossia l'indurimento delle arterie, per verificare gli eventuali benefici dell'attività fisica.
Iwata:
A che risultato è giunto?
Miyachi:
Si ritiene che l'allenamento serva a prevenire malattie come le cardiopatie e che allo stesso tempo mantenga elastiche le arterie. Ma purtroppo, nel corso di tutta la mia ricerca, ho scoperto anche che non tutto l'esercizio fisico porta tali benefici.
Iwata:
Quindi dipende dal tipo di allenamento?
Miyachi:
Esatto. Ad esempio, i giocatori di football americano si allenano su macchine per sviluppare la parte superiore del corpo. In questo tipo d'allenamento, si concentrano sulla loro forza …
Iwata:
Trattengono il respiro, pertanto non inspirano ossigeno.
Miyachi:
Esatto, non usano l'ossigeno. Questo tipo di allenamento anaerobico sviluppa la massa muscolare ma le arterie si induriscono.
Iwata:
Sta dicendo che contribuisce ad indurire le arterie?
Miyachi:
Esatto.
Iwata:
Di conseguenza per mantenersi in salute non serve un allenamento muscolare...
Miyachi:
Beh, diciamo che non tutti i suoi effetti sono benefici. Naturalmente non si può dire che fa male, ci sono un sacco di vantaggi nell'allenamento muscolare.
Iwata:
Si sente dire spesso che se la massa muscolare è scarsa, il metabolismo basale cala ed è più facile aumentare di peso. Ciò significa che anche l'allenamento muscolare è importante, basta evitare di praticare quello in cui è necessario trattenere il respiro.
Miyachi:
Esatto. Trattenere il respiro non va bene. Molte persone sono state così gentili da dimostrare interesse per la mia ricerca su quest'argomento e, nello stabilire delle direttive sui migliori tipi di allenamento, si sono in parte dissociate dal preconcetto che tutto l'esercizio sia necessariamente salutare. Secondo me, la consapevolezza di quanto sia importante raccogliere prove oggettive per stabilire quale esercizio faccia bene e quale invece faccia male ha cominciato a crescere nella coscienza collettiva…
Iwata:
Ha usato la parola "prova" con grande naturalezza. (ride)

Miyachi:
(ride)
Iwata:
In effetti è un termine che non si sente spesso nella vita di tutti i giorni. Capisco che in campo medico si riferisca allo svolgimento di esami oggettivi e alla stesura di statistiche sulle cause e gli effetti fisici che ne derivano, per fornire, per l'appunto, una prova a dimostrazione di determinate conclusioni.
Miyachi:
Esatto.
Iwata:
Ho capito bene?
Miyachi:
Perfettamente!
Iwata:
Esiste anche l'acronimo EBM, ossia medicina basata sulle prove.
Miyachi:
Esatto. Significa medicina basata sulle prove ricavate dalla ricerca accademica. E in effetti l'approccio è questo. Tuttavia, gli accademici tendono a considerare la loro ricerca come oro colato e affermare: "Questa è la risposta corretta!". Il mio compito però è anche fare l'avvocato del diavolo con me stesso, e dire: "Ma le cose stanno proprio come afferma Miyachi?"; in altre parole devo fare attenzione a quel che fanno gli altri ricercatori e ai dati che producono. Raccogliendo tutte queste informazioni, posso cominciare a pensare al modo migliore di procedere.
Iwata:
Capisco. Ora, per passare ad un altro argomento, secondo me ci sono molte persone che da giovani praticavano molto sport, ma una volta diventate adulte non riescono più a trovare il tempo perché sono subentrati un sacco di impegni. Ma se riprendono l'allenamento, si rendono subito conto di quanto si stia bene dopo aver sudato un po'.
Miyachi:
Sì, è esatto.
Iwata:
Alla luce di questo, potrebbe essere veramente importante fornire loro la motivazione per esercitarsi almeno una volta. Considerando la sua ricerca, cosa ne pensa?
Miyachi:
Dal nostro punto di vista di ricercatori sul campo, in effetti questa è la cosa più difficile da capire.
Iwata:
Dice sul serio?
Miyachi:
Non riusciamo a capire il motivo per cui alcuni fanno il primo passo e iniziano ad allenarsi, e dall'altro lato perché alcune persone non vogliono fare esercizio fisico. Alla fine anche noi offriamo direttive solo a chi vuole svolgere attività fisica, ad esempio...
Iwata:
Di conseguenza chi era già sano diventa ancora più sano…
Miyachi:
E chi non lo era rimane meno sano.
Iwata:
È molto difficile creare le occasioni...
Miyachi:
E poi, non riusciamo a capire il meccanismo fisico per cui le persone che hanno fatto molto sport in gioventù, non vogliono più allenarsi una volta diventate adulte.
Iwata:
Forse bisogna studiare la forma mentis dell'individuo, la sua forza di volontà: fattori relativamente...
Miyachi:
…magari bisogna considerare elementi legati alla psicologia e allo studio del cervello. Tuttavia, sostanze come la nicotina delle sigarette scatenano il desiderio di fumare, ad esempio. Ma non abbiamo idea di quali siano i fattori che scatenano il desiderio di fare esercizio fisico. E, pur non conoscendo questo meccanismo, continuiamo ad inventarci modi per coinvolgere sempre più persone nelle attività sportive.
Iwata:
È una cosa che mi ha sempre stupito molto. Se non riesci ad allenarti per un po' di tempo e poi riprendi, ti torna in mente quanto ti fa stare bene e quasi certamente decidi che vuoi assolutamente continuare.
Miyachi:
Forse in quei momenti si libera una qualche sostanza nell'organismo…
Iwata:
Mi chiedo proprio cosa possa essere! (ride)
Miyachi:
Forse esiste una certa sostanza prodotta dall'organismo o forse il cervello richiama quella sensazione di benessere, così ti rendi conto che se continui ne trarrai grandi benefici. Ma io sono convinto che ci sia una qualche sostanza che entra in gioco in questo meccanismo.

Iwata:
In effetti, ad una prima riflessione, può sembrare strano il desiderio di fare qualcosa apposta per sudare e stancarsi.
Miyachi:
In effetti a prima vista è strano. E non penso che la gente farebbe una cosa del genere se non ci fosse qualcosa di scatenante nell'organismo. Non so cosa possa essere, ma io le ho già dato un nome: "rakutina".
Iwata:
"Rakutina"? Da "rakuchin" (termine che in giapponese significa "piacevole" o anche "in modo tranquillo")? (ride)
Miyachi:
Esatto. (ride) Ad esempio, con l'appetito, la scienza ha dimostrato che dopo un buon pasto quando si è sazi l'organismo rilascia un ormone chiamato leptina. A quel punto viene stimolata la parte del cervello, nota come centro della sazietà, che controlla lo stomaco, così l'individuo capisce che può smettere di mangiare. Ecco da dove ho tratto ispirazione per il termine "rakutina". Quando l'organismo desidera rilassarsi, viene forse prodotta una certa sostanza, che invita a non allenarsi più. Pertanto se riuscissimo ad inibire in qualche modo la produzione di questa "rakutina", l'individuo sentirebbe un grande desiderio di allenamento fisico!
Iwata:
(ride)
Miyachi:
Quindi cos'è esattamente questa "rakutina"? In effetti, potrebbe essere una molecola che fa desiderare il riposo, ma viceversa potrebbe essere anche una molecola che fa desiderare l'esercizio fisico. Non so di cosa si tratti esattamente, ma è fondamentale che i ricercatori lo scoprano. Ritengo che il lavoro svolto finora possa costituire un primo passo in questa direzione.
Iwata:
Cosa intende precisamente?
Miyachi:
I software come Wii Fit hanno un grande potenziale per motivare le persone a diventare fisicamente attive. Studiando i cambiamenti che avvengono nel corpo e nella mente, potremmo riuscire a scoprire una molecola tipo la mia "rakutina". In sostanza, se li consideriamo strumenti in grado di modificare il comportamento umano, Wii Fit e la console Wii suscitano l'interesse di ricercatori come me.
3. L'impatto delle parole di Wiibo
Iwata:
Quando ha sentito parlare per la prima volta di Wii Fit?
Miyachi:
Ad essere sincero, la prima volta che ne ho sentito parlare ho pensato solamente: "Ah, così adesso hanno inventato anche questo."
Iwata:
È stato messo in vendita per la prima volta nel dicembre 2007.
Miyachi:
Circa due anni fa. Ma la prima volta che mi sono reso conto dell'esistenza di Wii Fit dal punto di vista professionale, è stato verso ottobre o novembre 2008. A quel tempo il quotidiano Nikkei intendeva fare qualche ricerca sull'aumento del peso corporeo durante le festività attorno a capodanno, e allora ho iniziato a pensare seriamente a Wii Fit.
Iwata:
Quindi poco meno di un anno fa.
Miyachi:
Sì, sono passati solo una decina di mesi da quando ho deciso di condurre la mia ricerca su Wii Fit, ma fin dalla prima volta che l'ho provato ne sono rimasto molto colpito.
Iwata:
Qual è stata la sua impressione quando ha usato il software per la prima volta?
Miyachi:
Ho pensato che era veramente ben fatto.
Iwata:
Quali elementi hanno suscitato maggiormente il suo interesse?
Miyachi:
Non stavo facendo solo ricerca, ero anche a contatto con persone ad elevato rischio di malattie legate al loro stile di vita, inclusa l'obesità, quindi avevo avuto già molte occasioni per consigliare loro degli esercizi adatti. È stato allora che mi sono reso conto del gran numero di persone che, come ho detto prima, sapevano benissimo che avrebbero dovuto praticare attività fisica, ma che non riuscivano proprio ad iniziare. Quando mi trovavo di fronte a queste persone, mi chiedevo di continuo che cosa avrei potuto dire o fare esattamente per scuoterle ed indurle ad agire.
Iwata:
Capisco.
Miyachi:
Poi, quando accendevo la console e avviavo Wii Fit, Wiibo5 mi diceva varie cose del tipo "Ehilà, ciao. Quanto tempo..." oppure "Ci stai dando dentro veramente!" o "È questa l'ora di iniziare?"
| 5 | Wiibo è un personaggio che appariva in Wii Fit sotto forma di una Wii Balance Board antropomorfa. Wiibo era molto agile nei suoi movimenti e offriva svariati consigli all'utente. |
Iwata:
Sì, dice anche: "Dovresti veramente pesarti ogni giorno alla stessa ora, lo sai?"
Miyachi:
Sì, infatti Wiibo diceva un sacco di cose di questo tipo, che in realtà non sono poi così diverse da ciò che dico io. (ride)

Iwata:
(ride)
Miyachi:
Pensavo: "È veramente ben strutturato!" (ride) E poi, siccome Wiibo sa esattamente quando l'utente utilizza la Wii Balance Board e per quanto tempo, può dire sempre la cosa giusta al momento giusto.
Iwata:
Esatto.
Miyachi:
In linea di massima seguiamo i medesimi parametri per fornire istruzioni alla gente. È fondamentale valutare ogni persona individualmente, misurarne la forza, considerare il tipo di attività fisica svolta, qual è la loro situazione in generale e poi fornire loro un consiglio personalizzato. In altre parole, la valutazione e il consiglio devono costituire un tutt'uno.
Iwata:
Quindi lei fornisce delle direttive appropriate per ogni singolo individuo.
Miyachi:
Con Wii Fit è possibile pesarsi ogni giorno, misurare la propria forza fisica e calcolare la propria età fisica, oltre a poter verificare sempre il tempo complessivo passato sulla Wii Balance Board. In base ai risultati di questa valutazione, Wiibo parla agli utenti e dà loro un feedback. Per tutti questi motivi, fin dall'inizio Wii Fit mi ha dato l'impressione di essere uno strumento in grado di misurare i parametri personali più aggiornati, capace di incoraggiare l'utente in modo mirato.
Iwata:
Capisco.
Miyachi:
Quando poi mi sono reso conto che l'utente poteva fare tutto senza l'aiuto di altre persone, sono rimasto quasi allibito e ho pensato: "Forse ora non c'è più bisogno di me!" (ride)
Iwata:
Mah... non credo proprio… (ride)
Miyachi:
L'impatto che ha avuto su di me è stato talmente forte che ho pensato: "Magari non ci sarà più bisogno di istruttori come me..."
Iwata:
Naturalmente ci sarà ancora bisogno di istruttori, ma allo stesso tempo chi ha Wii Fit in casa ha un istruttore a portata di mano in qualsiasi momento. Secondo me questo fattore è importantissimo.
Miyachi:
Sì, è così.
Iwata:
Sicuramente in palestra ci sono attrezzature più specifiche, e trascorrendo in palestra lo stesso tempo passato con Wii Fit, l’allenamento può anche risultare più efficace. Ma detto questo, c'è da considerare anche il tempo necessario per andare in palestra, cambiarsi, allenarsi, farsi la doccia, rivestirsi e tornare a casa. Tutto sommato il tempo necessario è tantissimo rispetto a quello dell'allenamento effettivo.
Miyachi:
E poi anche andare in palestra può essere una gran seccatura.
Iwata:
Infatti, ci sono persone che continuano a recarsi in palestra, mentre altre abbandonano. Tuttavia, se queste ultime avessero una Wii Balance Board pronta nel salotto di casa loro, sapendo di non dover fare altro che salirci su per poco tempo ogni giorno, secondo me sarebbero in grado di mantenere la costanza dell'allenamento. Da questo punto di vita, penso che Wii Fit assuma una posizione veramente interessante.

Miyachi:
Sono d'accordo. Immagini, ad esempio, un padre di famiglia che ha messo su un po' di pancia ed i suoi maglioni non gli calzano più come un tempo. È comprensibile che sia riluttante ad andare in palestra e allenarsi davanti a tutti con l'aerobica o lo yoga. Invece, se ha Wii Fit, gli basta fare un po' di Hula Hoop, anche in pigiama una volta uscito dalla doccia. Non avrebbe più scuse, non le pare?
Iwata:
Esatto! (ride)
Miyachi:
E oltretutto ci si può allenare a qualsiasi ora: la sera, di giorno o nel tempo libero… Infatti, nel mio campo studiamo le barriere che frenano gli individui a fare allenamento fisico…
Iwata:
Quindi in realtà Wii Fit…
Miyachi:
...abbatte notevolmente tali barriere.
Iwata:
Finora, prima di iniziare a fare attività fisica, è stato sempre necessario avere quell'energia necessaria a superare tali barriere: "Forza! Al lavoro!". Invece, lei mi sta dicendo che Wii Fit ha già abbattuto tali barriere.
Miyachi:
In gergo lo chiamiamo "piccolo passo", in particolare per quelle persone riluttanti a fare attività fisica. Infatti, dicendo loro che secondo i nostri studi dovrebbero fare più movimento, risponderanno sicuramente: "Proprio non ce la faccio!" Per questo è importante indurli a fare il primo passo, non importa quanto grande sia. In questo senso Wii Fit è un ottimo stimolo per riuscire a fare questo "piccolo passo".
Iwata:
Capisco.
Miyachi:
E poi c'è un'altra cosa che mi ha profondamente colpito. Ho scoperto che i giapponesi iscritti in palestra sono 2,8 milioni in totale. Se aggiungiamo le 800.000 persone associate a club sportivi di tennis, nuoto ecc., otteniamo complessivamente 3,5 milioni di persone. Detto questo, penso che lei, Iwata-san, abbia già capito dove voglio arrivare. (ride)
Iwata:
Sì, certo! (ride)
Miyachi:
3,5 milioni è più o meno lo stesso numero di copie di Wii Fit vendute in Giappone. Il fatto che il numero di persone che pagano per usare le attrezzature delle palestre sia praticamente uguale al numero dei possessori di Wii Fit è un dato statistico altamente interessante, poiché dimostra l'enorme impatto del software sul pubblico e la sua profonda risonanza...
Iwata:
Inoltre, all'interno di una stessa famiglia, Wii Fit può essere usato anche da più persone.
Miyachi:
Pertanto le persone che usano Wii Fit sono più numerose di quelle iscritte in palestra e ai circoli sportivi. Secondo me, ha avuto un riscontro così positivo perché riduce al minimo le barriere menzionate.
4. Una Guida di allenamento efficace
Iwata:
Dott. Miyachi, ci ha fornito un prezioso aiuto agendo da consulente per Wii Fit Plus. Posso chiederle in cosa consisteva esattamente il suo ruolo?
Miyachi:
Mi sono occupato di svariati aspetti del software, in particolare ho supervisionato la combinazione di esercizi consigliata a persone con esigenze specifiche, ad esempio per perdere peso o dormire meglio la notte.
Iwata:
Sta parlando della
Routine Wii Fit Plus specifica per le particolari esigenze di persone che soffrono di acciacchi come mal di schiena e collo contratto?
Routine Wii Fit Plus specifica per le particolari esigenze di persone che soffrono di acciacchi come mal di schiena e collo contratto? Miyachi:
Esatto. L'utente riceve le stesse istruzioni che gli darebbe un allenatore in palestra. Ma Wii Fit Plus te le dà direttamente a casa tua, il che secondo me è importantissimo.
Iwata:
Esatto.
Miyachi:
E c'è dell'altro. Ritengo che l'aspetto prezioso del software sia
il calcolo delle calorie bruciate durante l'allenamento sulla Wii Balance Board. Inoltre, c'è un grafico che visualizza i dati giornalieri, fornendo dunque un quadro complessivo dei dati. Il corpo umano è incredibilmente onesto, cioè bruciando calorie in più sarà smaltita una certa quantità di grasso e il peso corporeo inizierà a scendere. Concretamente, c'è una chiara relazione per cui bruciando 7000 calorie si perde circa un chilo.
il calcolo delle calorie bruciate durante l'allenamento sulla Wii Balance Board. Inoltre, c'è un grafico che visualizza i dati giornalieri, fornendo dunque un quadro complessivo dei dati. Il corpo umano è incredibilmente onesto, cioè bruciando calorie in più sarà smaltita una certa quantità di grasso e il peso corporeo inizierà a scendere. Concretamente, c'è una chiara relazione per cui bruciando 7000 calorie si perde circa un chilo. Iwata:
Dunque questo principio vale sempre.
Miyachi:
Sì, vale sempre, è un principio a cui non ci si può sottrarre, per quanto ci si impegni.
Iwata:
Le persone che tendono ad ingrassare spesso fanno affermazioni del tipo: "Ingrasso anche se bevo solo acqua!" (ride) Ma non è assolutamente così, vero?
Miyachi:
È assolutamente falso.
Iwata:
Assumendo calorie in eccesso, che poi non vengono bruciate…
Miyachi:
...si ingrassa.
Iwata:
In altre parole, per perdere peso l'unica soluzione è ridurre l'apporto calorico e/o aumentare il consumo calorico.
Miyachi:
Esatto. Pertanto, secondo me, è molto incoraggiante per l'utente avere un grafico che rileva il consumo energetico e il suo reale impegno per dimagrire. Essenzialmente l'utente comprende il motivo per cui è ingrassato e al contempo viene incoraggiato a risolvere il problema: questo è un approccio veramente innovativo!

Iwata:
Per consentirci di calcolare esattamente le calorie bruciate con i vari esercizi, lei ha svolto per noi le misurazioni della forza dell'esercizio.
Miyachi:
Esatto. All'Istituto nazionale di salute e nutrizione abbiamo una speciale stanza, chiamata camera metabolica6, in cui è possibile misurare l'intensità degli esercizi. E l'abbiamo usata per misurare ogni singolo allenamento.
Misurazioni in camera metabolica
| 6 | La camera metabolica, simile ad una stanza d'hotel ermetica, è un apparecchio innovativo che consente di misurare nel lungo periodo quanta energia è utilizzata da un individuo in un ambiente simile a quello quotidiano. È nota anche come Human Calorie Meter. |
Misurazioni in camera metabolica
Iwata:
Ho visto spesso filmati sui modi in cui si misurava l'intensità degli esercizi in passato. Mettevano una persona sul tapis roulant, gli facevano indossare una maschera come quella dei piloti dei caccia e quel poveretto correva affannato e molto impacciato.
Miyachi:
Sì, le maschere come quelle dei caccia consentivano di recuperare direttamente l'aria espirata in una grande sacca per poterla poi analizzare. Infatti, misurando la quantità d'ossigeno presente nella sacca era possibile scoprire quanti grassi e quanti zuccheri erano stati consumati, di conseguenza quante calorie erano state bruciate.
Apparecchio di misurazione utilizzato in passato
Iwata:
Dunque misuravano la quantità di ossigeno inalata e utilizzata dall'organismo, vero?
Miyachi:
Esatto. Ma con la maschera sul viso, era possibile misurare solo attività molto semplici, come la marcia, la corsa e la bicicletta.
Iwata:
Esatto.
Miyachi:
Ad esempio, se una persona si stende a pancia in giù e mantiene la posizione o se esegue qualche posizione di yoga…
Iwata:
La maschera è d'intralcio.
Miyachi:
Esatto. E soprattutto non era possibile esercitarsi in modo naturale e piacevole come con Wii Fit. Invece la camera metabolica dell'Istituto nazionale di salute e nutrizione misura un'area di 9 metri per 6, pertanto è possibile eseguire misurazioni con persone che usano Wii Fit come se fossero a casa loro.
Iwata:
Quindi è possibile ottenere dati più realistici.
Miyachi:
Esatto.
Iwata:
Ci può parlare dettagliatamente della struttura della camera metabolica?
Miyachi:
La camera metabolica è dotata di aerazione costante di circa 60 litri d'aria al minuto. Quando una persona si trova nella stanza, l'aria che espira viene anch'essa riassorbita regolarmente. Così esercitandosi al massimo delle proprie forze, ad esempio, la quantità di ossigeno diminuisce...
Iwata:
La concentrazione di ossigeno cala, mentre aumenta la concentrazione di anidride carbonica.
Miyachi:
Esatto. Mediante questo cambiamento è possibile misurare il consumo di energia.
Iwata:
Così siete riusciti a raccogliere i dati per tutti gli allenamenti di Wii Fit Plus.
Miyachi:
Non l'abbiamo fatto solo per Wii Fit Plus. Abbiamo dedicato due mesi alla raccolta dei dati per le attività del primo Wii Fit e anche di Wii Sports.
Iwata:
Dunque ci avete messo due mesi a misurare tutte le attività. E che cosa avete scoperto?
Miyachi:
Esistono due o tre relazioni pubblicate nel Regno Unito e in America che illustrano le misurazioni effettuate giocando a Wii Sports. Tuttavia, i metodi usati in queste misurazioni erano diversi dai nostri e la concentrazione di ossigeno era minore: circa il 20-30% in meno rispetto alle nostre misurazioni. E questo perché c'era una ridotta libertà di movimento durante gli esercizi…
Iwata:
In sostanza, con una minor libertà di movimento anche la quantità dell'esercizio risultava ridotta.

Miyachi:
Sì, infatti era minore.
Iwata:
Invece giocando in maniera più naturale e dinamica…
Miyachi:
Nella camera metabolica è possibile giocare in maniera più naturale e dinamica, il che rivela che anche in Wii Fit e Wii Sports ci sono diverse attività con valori MET pari a 3 o oltre.
Iwata:
Probabilmente molti non hanno mai sentito il termine MET. Sarebbe così gentile da spiegarcelo?
Miyachi:
Certo. I MET sono un'unità usata per misurare l'intensità dell'esercizio fisico durante l'allenamento o il movimento. 1 MET è il valore attribuito ad una persona ferma, invece se la stessa persona pedala su una cyclette, ad esempio, usa il triplo dell'energia, quindi l'intensità sarà di 3 MET. Sia l'American Heart Association sia le mie direttive d'allenamento raccomandano di fare esercizi da 3 MET in su.
Iwata:
Sta dicendo che nelle misurazioni degli allenamenti con Wii Fit ha scoperto la presenza di molti esercizi superiori a 3 MET. In pratica, Wii Fit può veramente favorire uno stile di vita più sano.
Miyachi:
Esatto. Quando ho scoperto che anche in Wii Fit e Wii Sports c'erano molti esercizi superiori a 3 MET, pare che gli europei e gli americani ne siano rimasti positivamente colpiti. Infatti, in futuro le direttive americane riporteranno probabilmente che utilizzando Wii Fit e Wii Sports è assolutamente possibile fare la quantità d'esercizio fisico richiesto.
5. L'importanza della continuità
Iwata:
So che recentemente ha scritto un saggio sull'argomento Wii Fit.
Miyachi:
Esatto. Credo che sarà pubblicato in una rivista accademica. Sono passati solo pochi mesi dall'inizio della mia ricerca, ma sinceramente non pensavo che avrebbe attirato così tanta attenzione. Non sono ancora in grado di parlarne dettagliatamente, ma spero di presentare i risultati della mia ricerca al mondo intero.
Iwata:
Veramente?
Miyachi:
Sì, non pensavo proprio che il mio studio avrebbe suscitato tanto interesse in tutto il mondo. È stata un'autentica sorpresa.
Iwata:
Beh, in America e in Europa ci sono più utenti di Wii Fit rispetto al Giappone. Pertanto a livello globale c'è stata un'ampia diffusione di bilance pesapersone e di software d'allenamento all'interno delle famiglie. Di conseguenza, se un esperto come lei dimostra con prove alla mano che fare un certo tipo di esercizio può produrre benefici concreti, la sua ricerca sarà molto apprezzata in tutto il mondo.
Miyachi:
Sì, sono d'accordo. Ovviamente, il gran numero di utenti è una delle ragioni del potente impatto; poi la presenza di prove reali e concrete ha avuto certamente una grande influenza anche sul mondo accademico dei ricercatori.
Iwata:
Alla Nintendo abbiamo iniziato il progetto di Wii Fit come non esperti, ossia senza conoscenze scientifiche sulle discipline sportive. Poi però abbiamo affidato alcuni elementi del software ad esperti del settore e abbiamo chiesto loro consiglio su come migliorare la qualità dei programmi d'allenamento. Credo che alla fine siamo riusciti a realizzare un prodotto che va ben oltre le aspettative iniziali.
Miyachi:
Da parte mia ho imparato molto da Wii Fit, sotto tutti i punti di vista. Sono rimasto colpito dai modi escogitati per indurre le persone a praticare attività sportive e dal fatto che Wii Fit riuscisse a fare cose che noi non riusciamo a fare.

Iwata:
Ci può citare qualche esempio?
Miyachi:
Come ho accennato prima, Wii Fit è veramente in grado di abbattere le barriere iniziali di chi deve cominciare ad allenarsi. Quando incoraggiamo qualcuno a fare attività fisica, ci imbattiamo sempre in qualche barriera. Invece questo software le riduce notevolmente. Ciò dimostra anche che non sempre la gente apprezza sentirsi dire cosa fare da altre persone.
Iwata:
Nei contatti interpersonali, meno confidenza c'è tra due persone, più cresce la preoccupazione del giudizio altrui…
Miyachi:
Sì, alla gente non piace affatto essere giudicata dagli altri.
Iwata:
E proprio per evitare di essere giudicati, spesso evitano di fare alcune cose, anche se sanno benissimo che questo è un comportamento sbagliato.
Miyachi:
Esatto. Chi lavora nel mio campo, inclusi gli allenatori sportivi, tendono ad istruire le persone sull'esercizio fisico, spronandole costantemente con frasi del tipo: "Fai questo! Fai quello! Così no, è meglio fare in quest'altro modo!" Molti ritengono che sia un buon metodo per insegnare; molti consigliano anche di andare in palestra più spesso possibile, così secondo loro la gente impara meglio.
Iwata:
Probabilmente gli istruttori sono anche indiscutibilmente convinti che l'allenamento migliore sia quello concentrato e mirato.
Miyachi:
Sì, è proprio questa l'idea più radicata. Ma le cose stanno diversamente. Anche allenando una persona solo una volta ogni tre mesi o giù di lì si ottengono dei risultati. L'importante è riuscire a proporle un programma che le faccia comprendere l'importanza dell'esercizio. Spesso questo è il modo migliore per coinvolgerla, così è più probabile che ci sia una continuità. In particolare, gli adulti molto impegnati, come ad esempio i padri di famiglia di mezza età, hanno un'ottima conoscenza di loro stessi e della propria vita. Con queste persone, piuttosto di un allenatore che gli sta sempre col fiato sul collo...
Iwata:
...è meglio evitare di interferire e lasciare che facciano il più possibile a modo loro.
Miyachi:
Ecco perché mi sono reso conto che dobbiamo modificare il nostro modo di dare istruzioni. Ho sempre avuto la tendenza a parlare molto e spronare la gente...
Iwata:
(ride)
Miyachi:
Per uno come me che è essenzialmente il prototipo dell'allenatore energico ed insistente, lavorare con Wii Fit è stata davvero una lezione istruttiva.
Iwata:
Quindi si è accorto che ci sono anche altri modi per ottenere qualcosa.
Miyachi:
Sì, è stata un'esperienza veramente edificante per me e mi sono reso conto che devo rivedere diverse cose. Me l'ha insegnato Wiibo.
Iwata:
(ride)
Miyachi:
Ma c'è stato un altro aspetto che mi ha sorpreso.
Iwata:
Quale?
Miyachi:
Quando ho saputo che costava solo 2000 yen, ho pensato di aver capito male. (ride) Anche mia moglie è rimasta basita: "Costa veramente solo 2000 yen?"
Iwata:
Abbiamo deciso un prezzo del genere per la versione giapponese del gioco perché volevamo che tutti i clienti di Wii Fit ci seguissero acquistando anche questo software.
Miyachi:
Capisco.
Iwata:
Se avessimo fissato un normale prezzo di mercato come per tutti gli altri software, lo avrebbero comprato al massimo la metà di queste persone. Invece abbiamo deciso di invogliare i nostri clienti ad acquistare anche questa nuova versione*.
| * | Il prezzo finale in Europa sarà stabilito dai rivenditori. |
Miyachi:
Giusto. Così, se mai ci fosse qualcuno che ha riposto la Wii Balance Board, adesso sarà invogliato a usarla di nuovo con questo nuovo gioco.
Iwata:
Stavolta il nostro filo conduttore è stato la "continuità".

Miyachi:
Davvero!
Iwata:
Abbiamo parlato prima di come abbattere le barriere, ma in realtà ciò che facciamo è uguale. In fin dei conti i videogiochi devono essere divertenti, e ci sono momenti in cui la gente gioca di continuo e momenti in cui fanno delle pause.
Miyachi:
Esatto.
Iwata:
Ci sono momenti di maggior coinvolgimento in cui vuoi solo continuare, per vedere cosa succede dopo, ma non è sempre così, infatti ci sono momenti in cui ti prendi una pausa e il gioco non lo tocchi più.
Miyachi:
Esatto, lo lasci dov'è.
Iwata:
Pertanto, secondo me è fondamentale strutturare i giochi in modo che la gente continui a giocarci.
Miyachi:
Capisco. Con l'allenamento fisico è la stessa cosa.
Iwata:
Proprio così. Grazie infinite per averci concesso quest'intervista.
Miyachi:
Beh, avevo fin troppe cose da dire! (ride) Ma è stato un piacere. Grazie a lei!





